È arrivato il «Calendario liturgico 2016-17»

Disponibile negli uffici della Curia, il nuovo calendario liturgico è lo strumento che ci accompagna giorno dopo giorno nel compito di testimoniare in maniera credibile la Parola “spezzata” per noi. Per la nostra Chiesa diocesana impegnata nella riorganizzazione la celebrazione liturgica diventa scuola di comunione e principio del suo stesso agire

«Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode». Il salmo 33 è un invito alla lode senza fine al Signore, che da sempre resta vicino ai giusti e cancella il ricordo dei malfattori. In questo nuovo anno che Dio ci dà la grazia di vivere, abbiamo ancora la possibilità di gustare, vedere e cantare la bontà del Signore. L’anno liturgico, nella sua triennale ciclicità, spesso ci sembra ripetitivo e ridondante. Eppure, proprio questo ripetersi ci da l’occasione di sostare nella frenesia di questo nostro tempo per poter cogliere ed assaporare la grandezza, lo smisurato amore, la paterna bontà che Dio nutre nei nostri confronti. Avremo anche la possibilità di gustare la bellezza dell’essere fratelli nella fede secondo l’invocazione del Signore: «Perché siano una cosa sola» e perché «il mondo creda» così che le nostre opere testimonino apertamente e senza vincolo di misura, almeno un po’ di quello stesso infinito amore che il Padre ha nei nostri confronti.

 

Come è possibile essere “una cosa sola” ed essere autentici portatori del messaggio di Cristo?

 

Anzitutto ascoltando la Parola di Dio che sempre si è manifestato agli uomini nel desiderio di instaurare un fedele, stretto e saldo rapporto di amicizia; quindi meditando e agendo perché tale Parola non sia fine a sé stessa ma porti frutto e in abbondanza. È questo infatti il tempo opportuno per portare frutto, vivendo ed operando nella nostra vita «seguendo la “pazzia” del nostro Dio che ci insegna ad incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, in chi è nudo, malato, carcerato e in chiunque si trova in difficoltà portando loro la Buona Notizia» (Papa Francesco, Discorso nella veglia di preghiera con i giovani a Cracovia, luglio 2016).

 

Oggi siamo dunque chiamati a dare risposta a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi (1Pt 3,15). Gli strumenti per dare questa risposta già ci sono. Il testo di un noto canto friulano recita così: «La taule j’ pronte, il vin l’è cà, pan ch’al da fuarce no us mancjarà»; i primi segni perché siamo una cosa sola sono proprio il pane, che ci dà forza, e il vino che per mezzo dello Spirito Santo diventano il corpo e il sangue di Cristo. Essi sono sempre presenti e ogni domenica ne facciamo memoria imitando il gesto di Cristo nell’ultima cena. Nostro compito, allora, è quello di testimoniare con la vita la voce di Cristo che noi stessi abbiamo udito.

 

Il Calendario Liturgico è lo strumento che ci accompagna giorno dopo giorno nel compito di testimoniare in maniera credibile la Parola “spezzata” per noi. Per la nostra Chiesa diocesana impegnata sul fronte di una riorganizzazione in vista di una maggiore efficacia del suo impegno pastorale la celebrazione liturgica diventa scuola di comunione e principio del suo stesso agire. Così annota l’Arcivescovo nella Presentazione del Calendario: «Ecco perché il nostro celebrare ha sempre più bisogno di un ordo, vale a dire di una regola, di un ritmo e di uno stile, che non venga facilmente piegato alle inclinazioni dei singoli o dei gruppi, ma che appartenga alla grande tradizione ecclesiale. Il Calendario Liturgico, con le sue sintetiche indicazioni, intende esattamente favorire questo celebrare “ordinato” nel vero senso del termine. Non una mera etichetta da seguire, ma la grande scuola di preghiera, di fede e di vita della quale la Chiesa è maestra e sentire accolti».

 

All’interno di questo strumento troveremo le introduzioni liturgico-pastorali ai tempi liturgici, le indicazioni celebrative e altri testi significativi. Un’attenzione particolare va accordata alle norme circa sul digiuno e l’astinenza dalle carni e sui concerti nelle chiese al fine di comprendere le ragioni di una determinata prassi spirituale e di salvaguardare la finalità primaria degli edifici di culto.

 

Il Calendario Liturgico per l’anno 2016-2017 sarà un valido supporto per accompagnare i sacerdoti, i diaconi e tutti gli operatori liturgico-pastorali nei ritmi e nelle vicende del tempo, per ricordare e vivere i misteri della salvezza del Signore che si è manifestato e si manifesterà ancora fino al suo ritorno.

 

Il nuovo Calendario Liturgico – a disposizione per tutte le comunità – è già disponibile negli uffici della Curia.

 

Andrea Romanelli

Collaboratore dell’Ufficio Liturgico Diocesano

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