Celebrare i Santi Patroni: le letture proprie, la sequenza aquileiese e i formulari per la preghiera universale

La liturgia dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato è stata riveduta in modo importante nella nuova edizione del Proprio delle Messe, entrata in vigore a Pasqua 2025.

Per quanto riguarda il Lezionario, sono state modificate la prima lettura (ora tratta dal Libro della Sapienza; in precedenza era dal Libro del profeta Ezechiele) e il brano evangelico, ora tratto dal capitolo 22 del Vangelo di Luca in cui Gesù affronta il c.d. “discorso escatologico” (in precedenza era il cap. 15 di Giovanni); i due nuovi testi appartenevano a una consolidata tradizione dei libri liturgici aquileiesi. È interessante questo uso insolito del discorso escatologico di Gesù quando egli stesso in qualche modo profetizza la distruzione di Gerusalemme e dunque anche la caducità delle realtà terrene, anche religiose. Al termine Cristo si rivolge ai discepoli dicendo: «Salverete le vostre vite perseverando». È un messaggio significativo per noi che, oggi, viviamo nella memoria dei nostri martiri fondatori.

La sequenza dei Santi Ermacora e Fortunato («Plebs fidélis Hermachóræ») è presente nella sua versione originale latina (in 12 strofe) e non in una versione semplificata o ridotta (in precedenza la sequenza comprendeva solo 7 strofe). Il testo è medievale e, oltre a rileggere in modo lirico la passione dei due Santi, contiene anche alcuni interessanti spunti teologico-spirituali di matrice biblica e storiografica; per esempio, accenna alla notte in cui i due santi sono rinchiusi in carcere e, a un certo punto, la cella si illumina della luce del Signore risorto e converte anche il carceriere Ponziano.

Nel Lezionario proprio (pp. 79-80) sono presenti anche due formulari per la preghiera universale (“dei fedeli”) della solennità dei Santi Patroni.

Per quanto concerne invece l’eucologia, ossia i testi di preghiera contenuti nel Messale, al di là di alcuni piccoli miglioramenti il prefazio dei Santi Patroni è redatto ex novo. Questo perché si tratta di una celebrazione con il grado di solennità che in precedenza non aveva un prefazio proprio. Il nuovo prefazio legge la vicenda e la passione dei due Santi, ma soprattutto le origini della Chiesa di Aquileia a partire dal loro martirio. Dalla testimonianza coraggiosa di questi due credenti è nata una Chiesa che è madre di popoli e che continua a essere ancora oggi un faro per le Chiese che da essa si sono originate.Infine, anche la benedizione solenne al termine della celebrazione è un elemento di novità.

Si ricorda che il doppio volume del Proprio diocesano (Messale e Lezionario) è disponibile presso l’economato diocesano, in via Treppo 7 a Udine.

In aggiunta, l’Ufficio Liturgico ha predisposto alcuni approfondimenti:

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