Don Loris Della Pietra: «Giubileo, palestra di misericordia»

Intervista col direttore dell’Ufficio Liturgico, don Loris Della Pietra, pubblicata sul settimanale diocesano «la Vita Cattolica» sul significato dell”esperienza giubilare che è «un inaugurare una condizione di vita nuova nella persona, soprattutto attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera, la partecipazione all’Eucaristia e alla Penitenza»

La misericordia è «l’architrave che sorregge la vita della Chiesa. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole»: così, in sintesi, Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia. Intitolato «Misericordiae Vultus – Il volto della misericordia», il documento è stato pubblicato sabato pomeriggio (a questo link il testo integrale), in occasione dei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia. Nella Bolla, anche l’annuncio dell’apertura di una Porta Santa in tutte le Chiese particolari – e dunque anche nell’Arcidiocesi di Udine – e la possibilità, per alcuni sacerdoti, di rimettere i peccati riservati alla Sede Apostolica.
 
Sul significato di questo Anno Santo della Misericordia ne aveva parlato – in un’intervista al settimanale diocesano, «la Vita Cattolica», a firma di Valentina Zanella – il direttore dell’Ufficio diocesano per la Liturgia, don Loris Della Pietra. Di seguito pubblichiamo integralmente l’articolo apparso sull’edizione di giovedì 9 aprile.
 
L’Anno Santo della Misericordia, che inizierà il prossimo 8 dicembre, verrà indetto ufficialmente da Papa Francesco sabato 11 aprile, quando, nei primi Vespri della domenica in albis, che il Papa presiederà nella Basilica vaticana, alle 17.30, verrà consegnata e letta la Bolla d’indizione, con la sosta alla Porta Santa.
Un momento solenne e importante, che «non significa semplicemente ribadire i termini di questo giubileo straordinario, che già conosciamo – osserva don Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano – quanto soprattutto offrire le linee fondamentali, le intenzioni, i contenuti di questo appuntamento straordinario che il Papa stesso ha voluto». Nel cuore del mistero della Pasqua, negli otto giorni di festa e gioia per la Pasqua del Signore, il Papa fa alla Chiesa questo dono, «per aiutarci ad entrare nel vivo di un appuntamento che non vuole essere semplicemente cerimoniale o devozionale, ma vuole farci rivivere il dono della misericordia nell’ordinario della vita cristiana ma anche nello straordinario dell’esperienza eccezionale qual è quella dell’Anno Santo».
 
Don Della Pietra, qual è il significato del passaggio nella Porta Santa?
«Passare la porta vuol dire che ciò che tu sarai “dopo” sarà una novità rispetto alla tua vita precedente. L’esperienza giubilare è, dunque, inaugurare una condizione di vita nuova nella persona, soprattutto attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera, la partecipazione all’Eucaristia e alla Penitenza».

Come dobbiamo preparaci, dunque, a vivere questo Anno Santo?
«Credo che dovremo unire, come dice il Vangelo “vetera et nova”, cose nuove e cose antiche. Quelle antiche certo non mancheranno: pensiamo, appunto, alla simbologia della Porta Santa, che sarà già al centro della celebrazione dei primi Vespri per la consegna della Bolla, ma anche al pellegrinaggio, un’esperienza che non può assolutamente ridursi ad una forma di turismo religioso ma deve essere, invece, vera e propria esperienza di rinnovamento. Penso anche a quelle che la tradizione cristiana ha chiamato le opere di misericordia… Quanto bisogno abbiamo di passare dalle intenzioni, anche buone, alle opere che si vedono, si toccano e si percepiscono? I poveri, dice Gesù, li avete sempre con voi. Quindi siamo noi chiamati a dare colore e vitalità alla misericordia. Ma ci sono anche i segni nuovi: dov’è possibile oggi esercitare la misericordia? In quali luoghi? Con quali categorie di persone? In quali situazioni reali è possibile vivere atteggiamenti concreti e credibili di perdono? Questo è un punto di domanda che attende una risposta convincente».

Il Papa ha voluto un giubileo straordinario proprio per incoraggiarci ad esercitare la misericordia nelle nostre vite? 
«Credo che questo Giubileo sarà in un certo senso una “palestra”, per esercitare la misericordia in un modo aderente alle attese dei nostri tempi, sempre nella fedeltà al Vangelo. Va detto che questo sarà un giubileo insieme straordinario e ordinario. Nella tradizione ormai consolidata il giubileo si celebra infatti ogni 25 anni, il prossimo avrebbe dovuto scadere quindi nel 2025. In passato non sono mancati, però, giubilei straordinari per chiara volontà dei Papi (l’ultimo nel 1983, per i 1950 anni della Redenzione del Signore). Ecco, dunque, che di questo Anno Santo se è straordinaria la scadenza, è però ordinario il valore, perché il significato originario dell’Anno Santo è proprio la misericordia. Il libro del profeta Isaia dice che lo Spirito del Signore scende sul servo di Dio e lo manda a indire un Anno di Grazia, di misericordia, un tempo nel quale l’uomo e tutte le creature si riconciliano tra di loro e con Dio. Questo è il messaggio centrale di ogni Anno Santo».
 
Perché, dunque, un Giubileo proprio ora?
«Pur nella complessità del nostro tempo, il Papa vuole ribadire il primato della misericordia. Vuole richiamarci sul fatto che la misericordia non è un “addobbo” marginale, ma è centrale nell’essere discepoli di Gesù Cristo».
 
Valentina Zanella
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